C’è una diffusa sottovalutazione della necessità formativa sulla scrittura. Eppure, per chi aspira a «impiegare la lingua con proprietà ed eleganza non basta “leggere” il vocabolario: bisogna esserselo filtrato nel sangue con le letture e con gli studi» (Michele Mari, scrittore). Proprio come per chi svolge una qualsiasi attività professionale o artistica, dall’insegnante al medico, dal musicista al pittore, la formazione è indispensabile. I testi di chi non cura la formazione sulla scrittura, sia narrativi che saggistici, sia su libri che su riviste, si distinguono non tanto per errori di grammatica o di sintattica, quanto per un certo conformismo nella composizione: incipit e finali deboli, struttura non finalizzata, assenza di metafore (o di esempi nella saggistica) come di altre figure retoriche efficaci. Ancora più critica l’assenza di una certa tecnica narrativa: poca fisicità nel linguaggio, colpi di scena inesistenti o narrati in modo smorto, troppi “spiegoni” al posto di scene e fatti ben raccontati.
In Alto Adige non esiste una scuola di scrittura in lingua italiana. ASB cerca di rimediare a questa assenza con degli incontri formativi brevi disseminati in tutto l’anno. Riguardano la scrittura creativa, ma anche altri aspetti: struttura del racconto breve, lettura ad alta voce, narrazione giornalistica, errori sintattici, uso di metafore, struttura di un articolo di rivista, editing.
Chi ha frequentato questi incontri e chi ha seguito presentazioni di libri ha decisamente migliorato le sue performance. Chi scrive bene aiuta prima di tutto sé stesso, attivando tutte le zone del cervello e ritrovando una propria identità di scrittrice/scrittore.
